Guida al Disc Golf: le regole e cosa serve per giocare

Il Disc Golf, disciplina generalmente nota anche come Frisbee Golf ,è una divertente e dinamica combinazione del gioco del frisbee e del golf.

In questo gioco i giocatori si impegnano a lanciare un disco in un cesto. Però, al posto dei costosi set di mazze e delle innumerevoli palline si usa  un disco da lanciare.

I bersagli sono invece rappresentati da ceste metalliche applicate ad un’asta dove sono state posizionate alcune catenelle con lo scopo di stoppare il disco in volo per “intrappolarlo” nel cesto.

 

Cosa è il frisbee golf?

In pratica è un fribee golf cioè un golf giocato col frisbee. Negli eventi ufficiali, ma anche nelle competizioni tra amici, si ricorre all’utilizzo di appositi canestri per farci entrare il disco. Il canestro in questione è composto da un cesto di metallo agganciato su un’asta.

DISC-GOLF-COME-FUNZIONA

Al di sopra del cesto sono disposte delle catenelle che servono per fermare il disco in volo e per farlo cadere così nel cestino, effettuando la “buca”. Il percorso delle “buche “è vario, proprio come nel golf, e può disporre sia di ostacoli naturali, come ad esempio un laghetto, che artificiali, come un muretto. Se il disco è stato lanciato fuori dal percorso, questi viene definito come “fuori campo“. Il fuori campo comporta una penalità e il giocatore dovrà riprendere a a lanciare dalla posizione in cui il disco è uscito dal percorso.

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Last update was on: Dicembre 3, 2022 5:01 pm

 

Similitudini con il golf

La versione ufficiale, quella che prevede competizioni agonistiche, ha uno sviluppo simile al golf, lungo un percorso che può essere composto da 9 o da 18 buche. I partecipanti completano una buca partendo da un tee,  una zona di partenza, da dove lanciano inizialmente il disco per poi effettuare un secondo lancio dalla posizione in cui è atterrato il primo tiro e così via. Fino a raggiungere il bersaglio. Vince chi arriva ad “imbucare” il disco effettuando il minor numero di tiri complessivi. Ma da dove si comincia?

 

Pronti, partenza e via!

Una partita di disc golf ha il suo inizio ufficiale sul “tee” che è la zona di partenza. I tee possono essere costituiti da materiali diversi,  sono realizzati in cemento, legno, gomma, erba sintetica o possono essere di tipo naturale,  cioè così come natura li ha creati e modellati nel tempo. L’importante è che ogni tee sia sempre segnalato da una linea visibile che non deve essere mai superata al momento del primo lancio.

 

Il campo da gioco

Un campo da gioco regolamentare di disc golf prevede una lunghezza di cento metri e una larghezza di trentasette. La sua zona centrale deve essere di almeno sessattaquatro metri in lunghezza e deve presentare due aree di diciotto metri alle sue estremità. Il campo da gioco di disc golf deve essere segnato da linee chiare e ben visibili, realizzate in materiale ignifugo, aventi una lunghezza compresa tra i settantacinque e i centoventi millimetri. Questo è quanto previsto dalle norme ufficiali, ma ovviamente, è possibile giocare in modo amichevole anche su campi non a norma.

 

Giocare in sicurezza

Ricordiamo che, trattandosi di un’attività fisica, è sempre bene rispettare le norme base della sicurezza e del buon senso per evitare di farsi male.  Quindi  evitate di indossare equipaggiamenti pericolosi giocando a disc golf. No a braccialetti, fermagli, gioielli e orologi da polso. Le calzature, se possibile, devono essere completamente prive di tacchetti. Evitate inoltre di indossare capi sovradimensionati, che potrebbero finire con il causare infortuni.

 

Quali dischi usare? Come sceglierli?

Protagonisti indiscussi di questa disciplina sono, ovviamente i dischi. Ne esistono diversi, più o meno idonei per chi si trova alle prime armi. Una differenza sostanziale è che li contraddistingue è il peso, caratteristica che ne influenza le traiettorie di volo. Alcuni dischi, leggeri, sono creati per cercare di percorrere più distanza, mentre altri sono stati realizzati per rendere meglio nelle traiettorie dove è necessario “curvare”.

Ultimo aggiornamento il Dicembre 3, 2022 5:01 pm

Consigli per principianti

Ai principianti viene sconsigliato l’utilizzo di dischi da distanza massima. Se si è alle prime armi, il consiglio che diamo è quello di usare dischi per la traiettoria dritta e gli unstable. Vanno usati, almeno in principio, i dischi leggeri, con un peso compreso tra i 130 e i 170 grammi. Bisogna tenere da conto anche l’indice di velocità. Ai principianti non conviene usare dischi con indice alto, cioè tra gli 11 e i 13, perché richiedono una buona tecnica di lancio.

Il consiglio più comune rivolto a chi ha da poco intrapreso questa attività è quella di munirsi di 3 dischi, cioè driver, midranger e putter. Infatti i Beginner Set più comuni sono proprio composti da questi tre tipi di dischi.

Set dischi per principanti

Esaminiamo brevente le loro principali caratteristiche. Il disco driver viene usato per lanci a lunga distanza. Se realizzato con bordo tagliente e affilato il disco  ha una buona capacità di penetraazione dell’aria. Purtroppo, i dischi realizzati con questa struttura, tendono a difettare in precisione. I dischi indicati per effettuare lanci di media distanza sono i Midrange. Il loro bordo è più spesso, meno aerodinamico, rispetto a quello dei driver e per questo motivo riescono a seguire con più precisione la traiettoria imposta. Si usano per avvicinarsi il più possibile al cesto. Il set per nuovi  giocatori di disc golf è completato dal putter, che proprio come l’omonima mazza da golf, serve per coprire brevi distanze sul campo. Questo disco risulta essere più preciso e facile da controllare, rispetto ai primi due.

Caratteristiche del disco

I dischi per questa attività vengono classificati per caratteristiche, cioè: velocità, galleggiamento, angolo e dissolvenza.

la velocità

La velocità serve a indicare la proprietà di penetramento dell’aria da parte del disco stesso. Gli indici di velocità partono dal livello 1, il minimo, per arrivare al livello massimo, il 14.Ai principianti è consigliato l’uso di dischi aventi indici di velocità non superiori a 10.

l’indice di galleggiamento

La seconda caratteristica da considerare per l’adozione di un disco è il galleggiamento, cioè la capacità di rimanere in area posseduta da un disco. La scala di valori va qui da 1 a 7. Più è alto il valore più il disco, una volta lanciato, più questi riesce a mantenere la sua altezza durante il volo. I dischi con indice di galleggiamento alto sono tra i più indicati per i lanci a lunga distanza. Ai principianti viene sempre consigliato di iniziare a praticare questa attività ricorrendo all’utilizzo di  dischi dal valore di galleggiamento alto.

l’angolo

L’angolo indica quando un disco può inclinarsi durante la fase di volo. Questo valore viene indicato attraverso una scala da 1 a 5. Più è alto questo valore più il disco tenderà a inclinarsi verso destra in fase di lancio .

la dissolvenza

Questa è la capacità che un disco ha di inclinarsi verso sinistra alla fine di un lancio. Catalogata con una gamma di colori compresa tra 1 e 5. Per i principianti la dissolvenza ideale è quella più alta.

la stabilità del disco

Inoltre i dischi possono essere stabili o meno stabili. Un disco stable è quello che non si inclina tanto durante il volto, mentre l’understable tende a piegarsi molto sulla destra. Gli overstable seguono l’andamento opposto e piegano a sinistra.

 

Il costo di un set dischi

Esistono diversi set, composti da più dischi, tutti utili per completare l’equipaggiamento base del giocatore di disc-golf. Non si stratta di un gioco d’elite, il costo dell’attrezzatura base è alla portata di tutti. Un set per principianti costa poco più di 30 euro. Chi invece ha già una certa padronanza e una dimestichezza con questo gioco può acquistare set di dischi professionali che si possono acquistare online a poco più di 50 euro.

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Il Mountain Disc Golf

Come si può facilmente intuire dal nome, questa variante del disc golf viene praticata in altura, in montagna. Le sue  buche presentano diversi gradi di difficoltà e sono segnate in blu, quelle più facili, e in rosso, quelle più impegnative. In alcuni percorsi si ricorre anche all’utilizzo di una seggiovia, o di una cabinovia, per completare il percorso nei collegamenti in “altezza” tra una buca e l’altra.

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